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Alla fine ci provano tutti a farti sentire sbagliato. Se non rispecchi la loro idea di “normalità” come minimo ti guardano con gli occhi colmi di pietà, o di sdegno o di superiorità, e non so quale sia peggio. Sei sempre troppo qualcosa o troppo poco qualcos’altro. Ci vorrebbero tutti uguali, tutti stereotipati. E non importa che tu sia felice e che stia bene nei tuoi panni. No. Ti ritrovi a divincolarti tra giudizi, consigli e suggerimenti non richiesti di ipocriti, moralisti e timorati di Dio. Questi ultimi poi cercano di convincerti che non vai bene, che se non segui la retta via (?) brucerai all’inferno per sempre, ma che puoi ancora farcela a cambiare. Cioè io oltre a dovermi subire voi in terra, come se non fosse abbastanza, finirei anche all’inferno qualora ce ne fosse uno? Che poi oltretutto sbagliato per chi? Diverso da chi? La varietà dell’essere umano è una ricchezza e la parola “diverso” dovrebbe essere intesa come una qualità, e non come un insulto. La diversità è preziosa. Vi vantate tanto di credere in Dio e poi lo offendete dichiarando qualcuno “sbagliato”. Dio non fa pezzi sbagliati, non è mica la FIAT.
Biografica
Ci sono le donne… e poi ci sono le donne donne. E quelle non devi provare a capirle, sarebbe una battaglia persa in partenza. Le devi prendere e basta. Devi prenderle e baciarle, e non dare loro il tempo di pensare. Prendile e amale. Amale vestite, e senza trucco che a spogliarsi sono brave tutte. Amale indifese e senza trucco, perché non sai quanto gli occhi di una donna possono trovare scudo dietro un velo di mascara.
Amale addormentate e un pò ammaccate quando il sonno le stropiccia. Amale sapendo che non ne hanno bisogno, sanno bastare a se stesse.
A. Merini
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